Evviva l’ozio

A differenza di Simona io ho passato la mini vacanza di Pasqua senza toccare i fornelli con una sola eccezione che svelerò domani.
Sono andata in Liguria qualche giorno (c’era anche la zia Gianna) ed ho trascorso le mie giornate a mangiare e a dormire grazie anche al clima orrido che invitava all’ozio.
Ho mangiato, ho comprato cibo, ho finito il mio libro “L’ingrediente segreto” di Heinz Beck insomma tutto il mio tempo è stato scandito da qualcosa di commestibile….
Vi riassumo alcune tappe obbligatorie di un classico week end in Liguria:
  • non si può iniziare la giornata  senza la mitica “fugassa” che io compro dal panificio Vaccarezza (P.zza Vittorio Veneto – Lavagna).
                                                             

  • non si lascia la Liguria senza aver cenato almeno una volta dal mitico Luchin (Via Bighetti 51 -Chiavari) storico locale del 1907 con cucina semplice e fedele alla tradizione genovese. Da non perdere assolutamente la farinata.

3)    Ogni volta che si fa una gita in giornata a Genova:
       Panarello_storica pasticceria che adoro per via dei cannoncini che trovo anche a Milano e della torta Panarello, torta di mandorle unica che si trova anche in monodose sia semplice che con cioccolato o zabaione.
                                        
       Ditta Pietro Romanengo fu Stefano, storica confetteria di Genova (risale alla seconda metà del ‘700) in Via Soziglia. Faccio scorte di gelatine di frutta e fondants. Da non perdere anche i cioccolati e i canditi.
                                  
       Ho pranzato alla Trattoria da Ugo in Via Giustiniani 86r, trattoria storica con cucina tipica genovese e ambiente semplice e cortese.
E da stasera si torna alla normalità….purtroppo!
2 Comments
  1. Che bei ricordi…Dobbiamo rimettere in pista il Vaccarezza Dream Team e ritornare tutti insieme da Luchin e dintorni. Sonia, come si chiama invece il ristorante di Zoagli, dove abbiamo pranzato l’anno scorso?
    baci
    simo

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