Gelato al panettone

El dì de San Bias se benediss la gola e él nas”. Sì, le nonne lo ripetono sempre: a San Biagio (vale a dire il 3 febbraio!) la tradizione vuole che si debba assolutamente mangiare un pezzetto di panettone custodito dal Natale per proteggersi dai malanni dell’inverno (perché «benedice la gola e il naso»). Ricordatevene! In ogni caso, per utilizzare il panettone o gli avanzi del panettone in modo simpatico, vi proponiamo questa ricetta del “Gelato al panettone“, tratta dal libro “Dolci a lievitazione lenta” di Gribaudo, al quale abbiamo collaborato con molto piacere anche noi “Carambole”, testando e fotografando alcune ricette. Un lavoro…dolcissimo, non c’è che dire! Se provate il “Gelato al panettone” fateci sapere cosa ne pensate: secondo noi sta benissimo anche con l’aggiunta di una spolverata di cannella. Un modo originale per riciclare il panettone o una buona scusa per… comprarne un altro! Per noi, è sempre tempo di panettone…

Gelato al panettone

Ingredienti

100 gi di panettone

8 tuorli

300 g di zucchero

1 litro di latte

1 stecca di vaniglia

300 ml di panna fresca

Sbattete a lungo i tuorli con lo zucchero. Scaldate il latte con la vaniglia e, non appena arriva al bollore, toglietelo dal fuoco. Eliminate la vaniglia e versate a filo il latte sulle uova, usando una frusta per mescolare con energia. Unite al composto ancora caldo il panettone sbriciolato e lasciate raffreddare.

Montate ben soda la panna e unitela al composto, poca alla volta, mescolando con delicatezza. Versate la crema in uno stampo rettangolare e riponete nel freezer per 30 minuti. Mettete anche uno stampo rotondo (oppure stampini monoporzione, come nel nostro caso) , che userete successivamente.

Togliete il gelato dal freezer, mescolatelo e versatelo nello stampo rotondo (o monoporzione) freddo. Livellate la superficie, sigillate con pellicola per alimenti e mettete nuovamente in freezer per 3 ore circa.

Al momento di servire il gelato, togliete lo stampo (o stampini) dal freezer, passatene velocemente il fondo sotto l’acqua calda corrente e sformate su un piatto da portata.

No Comments Yet

Comments are closed