Claudio Sadler vince la finale del Premio Laudemio

Signori, che bellezza! Sono reduce da una serata davvero speciale al Ristorante Savini 1867 di Milano, dove si è svolta la finale della seconda edizione del “Premio Laudemio”, condotta dalla bravissima Francesca Romana Barberini. Un vero onore (ma anche un grande divertimento…), per me, far parte della giuria: abbiamo infatti votato “alla cieca” 3 piatti realizzati con diverse tipologie di olio extra vergine di oliva del consorzio Laudemio.

Piatti in cui l’olio è ingrediente a tutti gli effetti e non un “semplice” condimento. In finale gli chef Matteo Grandi (De Gusto Cuisine di San Bonifacio, Verona), Claudio Sadler (Ristorante Sadler di Milano) e Antonello Sardi (La bottega del Buon Caffè di Firenze).

Bene: ha vinto lo chef stellato Claudio Sadler con il suo Pancotto al Laudemio e rosmarino, tuorlo d’uovo cotto nel ghiaccio (ovvero messo per 24 ore in freezer: geniale!), croccante di cereali e tartufo nero con polvere d’olio e cavolo fiolaro. “Un piatto che mi ricorda la mia infanzia, me lo preparava mia mamma…” dice lo chef, che l’ha impreziosito col tartufo, sifonato e reso decisamente moderno. Moderno, ma che scalda il cuore…


Sul secondo gradino del podio Antonello Sardi, chef uscente del ristorante “La Bottega del Buon Caffè” di Firenze con l’antipasto Crudo di gamberi rossi, erbe aromatiche, polvere di Laudemio: un ottimo piatto, pulito e raffinato, nel quale l’olio è realmente ingrediente principale e originale, sotto forma di polvere solida.

Piazza d’onore per Matteo Grandi, chef patron del Ristorante “DeGusto” di Soave San Bonifacio (Verona) con la Crema al Laudemio gratinato, pescato bianco e gambero viola: un insieme molto convincente e goloso ma penalizzato in questa circostanza dall’alto numero di commensali (nel suo ristosante la crema viene cotta in forno…).

I tre chef finalisti – selezionati dopo le otto tappe del Concorso svoltesi fra gennaio e giugno dello scorso in altrettanti ristoranti italiani – si sono cimentati nell’esecuzione dei piatti con cui sono giunti in finale per il Premio Laudemio.

Protagonista della serata, ovviamente, il pregiato olio Laudemio® interpretato nei tre piatti d’autore ma anche nel sorprendente dolce Gocce di Laudemio, mele al Laudemio e lamponi, gelato al Laudemio con gelo di lamponi: intrigante dessert, fuori concorso, nato dalla creatività di Elena Lanza, pastry chef e consorte di Matteo Grandi, premiato con un premio speciale.

And the winner is… mister Claudio Sadler, che ha voluto condividere il riconoscimento con il suo souschef Andrea Gianella.

A premiare i tre vincitori Diana Frescobaldi, Presidente del LAUDEMIO®, e Fausto Arrighi, ex Direttore della Guida Michelin e Presidente del Concorso. “Abbiamo deciso di istituire il Premio Laudemio® – ha spiegato Diana Frescobaldi– per promuovere e valorizzare questo olio unico e pregiato. E per farlo abbiamo scelto quelli che sono senza dubbio i migliori ambasciatori della cultura agroalimentare di qualità: gli chef. Lo scopo del Premio è quindi duplice: da un lato veicolare il Laudemio® nell’alta ristorazione, dall’altro, proprio attraverso il contributo e la creatività degli Chef, far sì che sempre più persone possano conoscerlo e apprezzarlo, diffondendo la cultura del consumo consapevole basato sulla qualità e non sulla quantità” ha spiegato Diana Frescobaldi.

La serata, nella splendida cornice del Savini Milano 1867, è stata anche un’occasione per degustare l’ultima annata del Laudemio®, il raccolto 2018, con cui i produttori hanno festeggiato il trentesimo anniversario del pregiato olio extra vergine toscano.

Vi sveliamo una curiosità, che ci fa comprendere la ricercatezza e l’eccellenza di questo prodotto: nella tradizione contadina, che affonda le proprie radici nella società feudale, il termine Laudemio indicava la parte migliore del raccolto, quella destinata e riservata al Signore. Sotto questo nome, dal profondo significato evocativo, nel cuore della Toscana dal 1988 un piccolo gruppo di produttori opera per la tutela e la valorizzazione dell’olivicoltura di pregio. Oggi le aziende associate sono 21, tutte accomunate dalla volontà di produrre, sotto un unico marchio e un unico territorio, un olio di qualità semplicemente eccellente garantito da regole e controlli ferrei e molto rigorosi… Un’eccellenza italiana da tutelare, insieme alla sua storia.

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